Catalogo Köchel
Da WikiMozart.
Chronologisch-thematisches Verzeichnis
sämtlicher Tonwerke Wolfgang Amadé Mozarts
Catalogo cronologico-tematico
delle opere complete di Wolfgang Amadeus Mozart
Ludwig Ritter von Köchel (1800-1877) pubblicò il suo catalogo delle composizioni mozartiane nel 1862. È da allora che si è incominciato a designare le opere di Mozart con la sigla KV (ma spesso anche soltanto K), che sta a significare appunto Köchels Verzeichnis, seguita dal numero attribuito nel catalogo alla singola opera.
L'intenzione di Köchel era quella di numerare i lavori mozartiani secondo il loro ordine cronologico, in modo che si potesse sapere se un'opera era più antica di un'altra semplicemente guardando il loro numero nel catalogo. In buona misura, si può affermare che il disegno di Köchel abbia funzionato.
A causa di errori di datazione delle singole opere e di varie lacune, però, il catalogo redatto da Köchel conteneva numerose imprecisioni: dalla prima edizione del 1862 sono state realizzate ben cinque successive edizioni. Le due revisioni maggiormente significative sono contenute nella terza edizione, redatta da Alfred Einstein nel 1936, e nella sesta e ultima edizione, compilata nel 1964 da Franz Giegling, Alexander Weinmann e Gerd Sievers.
La sesta edizione del catalogo contiene parecchi lavori scoperti di recente e rivede la datazione di numerose composizioni. Nella compilazione del nuovo catalogo, ogni documento relativo a Mozart è stato preso in considerazione: libri, partiture, programmi dei concerti, etc.
Nell'aggiornare il catalogo, la maggiore difficoltà incontrata dai redattori è stata quella di mantenere i numeri della prima edizione (ormai diventati tradizionali) ma al tempo stesso di integrarli con le nuove datazioni e le nuove scoperte, preservando la corrispondenza tra l'ordine numerico e l'ordine cronologico.
Il problema è stato risolto aggiungendo una lettera minuscola (e poi eventualmente maiuscola) ai numeri originali. In tal modo si è potuto inserire nuove composizioni tra quelle esistenti nel vecchio catalogo. Per esempio, la Missa solemnis in Do minore, designata dalla prima edizione come KV 139, è diventata KV 114a (tra KV 114 e KV 115) nell'edizione di Einstein e KV 47a (tra KV 47 e KV 48) nell'ultima edizione.
Tale soluzione funziona egregiamente, anche se può determinare un po' di confusione. Si deve ammettere che è molto più semplice ricordare la "piccola" Sinfonia in Sol minore come KV 183 (prima edizione) che come KV 173dB (sesta edizione). Per questo si adotta spesso una sorta di compromesso: si utilizza il numero originale di Köchel quando è possibile e si usano i nuovi numeri con le lettere per individuare soltanto i lavori scoperti dopo il 1862.
Le liste e le schede delle opere presenti su questo sito indicano sia il numero della prima edizione (KV) che il numero della sesta edizione (KV6). Per maggiore comodità, inoltre, è possibile consultare sia l'elenco delle opere secondo l'originale disegno di Köchel sia l'elenco delle opere nell'ordine cronologico stabilito dalla sesta edizione.


